Cucine lineari

La cucina lineare è la tipologia più diffusa e quella più difficile da fare bene. Sviluppandosi su una sola parete, ogni scelta di posizionamento degli elementi, delle proporzioni e delle finiture è determinante: non c’è un angolo o un’isola a compensare un errore di progettazione.

Da Meka la progettiamo partendo dal flusso di lavoro reale: dove si conserva, dove si prepara, dove si cucina e dove si lava. Quella sequenza, e la distanza tra un punto e l’altro, fa la differenza tra una cucina che funziona e una che stanca dopo sei mesi.

Quando scegliere una cucina lineare

 

Non è solo una questione di spazio disponibile. La lineare è spesso la scelta giusta anche in cucine ampie, quando si vuole mantenere il piano di lavoro su un’unica direttrice visiva o quando la cucina si affaccia su un open space e si vuole limitare l’ingombro visivo.

Le situazioni in cui la consigliamo più spesso:

 

  • Cucine strette o con una sola parete disponibile, Open space in cui la cucina deve integrarsi con il living senza separarlo
  • Ambienti in cui si vuole un’estetica pulita e continua 
  • Progetti in cui il budget richiede di ottimizzare ogni scelta senza rinunciare alla qualità

Progettare una cucina lineare: proporzioni, materiali e illuminazione

 

Nella lineare cucina tre elementi fanno la differenza più che in qualsiasi altra tipologia: 

  1. le proporzioni dei pensili rispetto alle basi
  2. la scelta del piano di lavoro 
  3. l’illuminazione sottopensile

 

Un piano di lavoro continuo in quarzo o ceramica allunga visivamente la cucina e la rende più generosa. I pensili troppo profondi o troppo bassi spezzano il ritmo. La luce sottopensile, se progettata bene, definisce l’ambiente e se aggiunta dopo, si vede.

In 38 anni abbiamo imparato che le cucine lineari più riuscite sono quelle in cui proporzioni, piano di lavoro e illuminazione vengono progettati insieme, come un sistema unico, non decisi separatamente.

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